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n. 757 del 14/09/2016


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11/10/2016, 21:40



Filo-di-Perle


 Il 26 novembre è iniziato a Gallarate il progetto "Filo di Perle" per il protagonismo culturale dei cittadini



FILO DI PERLE, in stretta collaborazione con il Comune di Gallarate, assessorati ai Servizi Sociali, alla Cultura e alla Partecipazione, e con il contributo di Fondazione CARIPLO, intende innovare l’offerta culturale cittadina attraverso l’ideazione di percorsi condivisi tra i partner, così da mettere a frutto specificità e competenze di ciascuno di essi. In questo modo FILO DI PERLE si rivolge a tutta la cittadinanza nella sua generalità e in particolare a singole categorie di cittadini (giovani, disabili, bambini, anziani, famiglie), che più difficilmente accedono alle proposte culturali, programmando azioni specifiche e mirate, che consentiranno alla popolazione di interagire a tutti i livelli dei percorsi, dei laboratori e degli eventi spettacolari proposti, dalla progettazione alla comunicazione, dalla realizzazione alla fruizione, così che i cittadini diventino al tempo stesso fruitori e protagonisti della cultura in città.

AISLo in particolare si occuperà di 3 azioni di progetto che riguarderanno la creazione di una RETE di CULTURA in CITTA’ (RECC) della REDAZIONE MULTIMEDIALE e della realizzazione di MURALES in città. Sarà un’occasione per l’associazione e per la città di costruire sinergie e partecipazione tra enti coinvolti e non, in stretta collaborazione con i cittadini: i veri protagonisti del progetto!

Per informazioni sul progetto: www.filodiperle.org / email: info@filodiperle.org
01/07/2016, 21:40



Adotta-una-madre


 Il museo Capuanova e AISLo hanno lanciato l’iniziativa #adottaunamadre per sostenere il museo e la preziosa collezione.



Il Museo Campano di Capua, con il cambio di gestione conseguente alla soppressione delle Province, attraversa un periodo di particolare difficoltà durante il quale si sono acuite alcune antiche carenze che lo hanno relegato nel tempo ad una condizione non consona alla eccellenza dei reperti conservati. Le splendide collezioni conservate a Palazzo Antignano sono conosciute da pochi addetti ai lavori e da non molti acculturati visitatori che le cercano e, con difficoltà, le trovano per soddisfare la loro esigenza di conoscenza delle testimonianze archeologiche e medioevali che solo al Museo Campano possono essere ammirate.

Fra l’altro Il “lapidario” catalogato da Teodoro Momsen, la sala Fridericiana che conserva diversi elementi architettonici ed una parte delle sculture che adornavano la Porta della città (due Torri sormontate da un arco di trionfo) che Federico II fece costruire sul Volturno all’ingresso nord della “fedelissima città di Capua” e l’ampio settore archeologico con importanti collezioni di sculture, sarcofagi, mosaici, terrecotte votive ed architettoniche, vasi, bronzi, monete e principalmente le madri, una collezione unica al mondo di statue in tufo ritenute dai maggiori studiosi quali simulacri votivi raffiguranti una donna seduta con in braccio uno o più bambini in fasce.

Tale evento si svolgerà a tappe per oltre un anno e consisterà prevalentemente nella visita al Museo Campano ed alla sala delle “Madri” di quanti risponderanno al nostro appello, che viene rivolto a personalità del mondo delle arti, della cultura e delle istituzioni di livello nazionale e mondiale. Nello stesso tempo il programma prevede anche altre iniziative, come il concorso “Mail Art” con una mostra delle opere di artisti che saranno offerte ed inviate da tutto il mondo. Abbiamo intenzione anche di riprendere una delle feste più antiche e tradizionali, come quella delle “Matralaia”, che nasce in epoca romana proprio dal culto delle Matres Matutae e veniva celebrata nel mese di giugno.

Per sostenere l'iniziativa clicca qui
01/07/2016, 21:39



Revolutionary-Road-#oltrelacrisi


 AISLo è tra i partner dell’importante progetto di WELFARE in AZIONE finanziato da Fondazione Cariplo.




REVOLUTIONARY ROAD #OltreLaCrisi - //www.oltrelacrisi.org


Descrizione
Il progetto interviene nel territorio degli Ambiti territoriali di Gallarate e Somma Lombardo nel quale i problemi ed i bisogni sociali legati al disagio abitativo e lavorativo determinano oggi una forte pressione sul sistema di welfare ed un aumento esponenziale delle domande di servizi e contributi economici ai comuni.

Dall’analisi di contesto emerge che gli enti locali non siano, da soli, in grado di rispondere a tali richieste a causa della forte crescita della domanda e della mancanza di strumenti calibrati, con misure e dispositivi specifici per le “nuove vulnerabilità”.

Il progetto intende implementare e consolidare un’innovazione sostanziale nel modo di trattare e gestire le problematiche alloggiative e lavorative, superando la frammentazione e settorializzazione del sistema di risposte, partendo da una logica di integrazione tra il sistema pubblico, il Terzo Settore e coinvolgendo gli attori non convenzionali.

Rete
L’Ambito territoriale di Gallarate è stato individuato come soggetto proponente e capofila, in partnership con l’Ambito di Somma Lombardo; Gallarate avrà la regia generale dell’intervento. La rete comprende nove partner del privato sociale e supporteranno la realizzazione del progetto anche otto soggetti di rete (enti pubblici, sindacati, imprese, associazioni).



Obiettivi
Obiettivo generale del progetto è di implementare un sistema di welfare coordinato e integrato che attivi risposte più efficaci, efficienti ed eque nell’ambito del disagio lavorativo e abitativo a favore delle nuove fasce sociali vulnerabili.

L’approccio innovativo e trasformativo proposto sviluppato in obiettivi specifici prevede di:
1. incrementare le competenze dei beneficiari e sostenerli nella ricerca del lavoro e nella gestione delle difficoltà economiche e abitative
2. identificare e mettere a disposizione del sistema le risorse che attualmente risultano inutilizzate o sottoutilizzate
3. facilitare ed accelerare le procedure di accesso ai servizi per la casa e il lavoro
4. innovare le modalità di gestione e sviluppo delle politiche sociali e di governance del welfare locale
5. promuovere la partecipazione attiva dei cittadini volte a garantire la sostenibilità del progetto
6. implementare la governance locale riducendo la frammentazione degli interventi e delle risorse



Strategia
Il progetto intende fornire l’opportunità ai 18 comuni coinvolti di implementare, sperimentare e sviluppare un sistema di interventi trasformativi per una gestione delle emergenze innovativa, attivandosi in maniera preventiva con la collaborazione di una ampia e diversificata rete di “antenne” territoriali e di intervento.

Il triennio progettuale si prefigge di portare a regime nuove modalità di intervento che gli enti potranno in seguito gestire con risorse proprie e il coinvolgimento attivo della comunità locale.

In coerenza con questa finalità non si prevede l’introduzione di servizi aggiuntivi di rilievo o la creazione di sovrastrutture pesanti che portino ad un importante incremento di spesa pubblica, ma si privilegia la volontà di trasformare le modalità esistenti di realizzazione degli interventi, puntando all’efficienza ed efficacia della spesa pubblica, al lavoro di rete e alla raccolta di nuove risorse.

Risultati attesi
I principali risultati attesi sono:
1. aumentate le competenze nel gestire le difficoltà lavorative ed abitative di almeno 1000 persone e 300 nuclei familiari appartenenti alla fascia delle nuove vulnerabilità;
2. aumentata la fiducia dei proprietari immobiliari (mettere sul mercato 120 alloggi oggi sfitti) e incrementata l’offerta di percorsi di accompagnamento lavorativo (120 nuove attivazioni)
3. omogeneizzate le linee operative su tutto il territorio dei due Ambiti;
4. aumentata la capacità di gestione comune delle politiche e incrementata la spesa sociale condivisa (almeno 5 punti percentuali) da parte degli enti pubblici coinvolti;
5. reperiti fondi e valorizzato il patrimonio relazionale della rete attraverso attività di fundraising raccogliendo € 240.000 nel triennio;
6. create reti tra servizi pubblici, TS e soggetti non convenzionali per superare la frammentazione e la settorializzazione del sistema attuale di risposte in merito alle aree problematiche.

                                                                                                           La sfida
Una delle principali sfide e opportunità rappresentate dal progetto “Revolutionary Road: percorsi e modelli innovativi per superare la crisi e generare valore sociale” è quella di rivoluzionare il sistema di programmazione territoriale, aumentando il grado di coinvolgendo attivo dei soggetti del Terzo settore e sperimentando il nuovo coinvolgimento di alcuni soggetti non convenzionali.

Questo sarà possibile unicamente lavorando dapprima per sollecitare il mondo pubblico nel superamento di elementi di frammentarietà interna e tra i due Ambiti distrettuali e successivamente aumentare le competenze e capacità in termini di programmazione partecipata degli operatori. Il progetto consentirà di poter affiancare il personale degli enti pubblici in un percorso di consolidamento e formazione specifico gestito da consulenti specializzati. Fase successiva del percorso sarà la sperimentazione del progressivo coinvolgimento del Terzo Settore nella definizione congiunta di politiche territoriali, anche con impatto sulla gestione della spesa.


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